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Press

"Elena Bresciani dimostrava di possedere timbro interessante e giusto temperamento nelle arie che la vedevano protagonista ("Sgombra è la sacra selva" e "Mira o Norma" con la Cedolins, "Ella di me sollecita" dall'Anna Bolena) e, specie nell'opera belliniana, conosceva momenti di bell'intensità espressiva."

L'OPERA - Silvia Campana.
Concerto Teatro Filarmonico di Verona




(...)ad accompagnare lo scorrere del filmato "Un viaggio di non ritorno" si è snodato l'appropriato intervento musicale del mezzosoprano Elena Bresciani e della pianista Denise Lamera che hanno eseguito brani di Pergolesi, Rossini, Verdi e Chopin. Le due interpreti sono state salutate da un'ovazione calorosa e commovente, sempre in sintonia con la documentazione visiva, in assoluta assonanza tra voce e pianoforte. Elena Bresciani ha voce robusta e squillante, senza forzatura alcuna, limpida e cristallina laddove le note debordano sopra il rigo musicale e si fanno doppiamente impegnative.

Il Popolo Cattolico - Paolo Belloni
Nabucco - Teatro Marrucino, Chiet

"Adalgisa ottima, trepida, passionale come deve essere, Elena snocciola le agilità con tecnica sicura, affronta la Norma importante, volitiva, imprevedibile negli slanci emotivi e vocali di Denia Mazzola Gavazzeni con audacia! Credo che le Orlandi, le Taccani, le Grisi dell'Ottocento si disimpegnassero così nell'affrontare la somma Giuditta Pasta, titolare dell'infernale ruolo belliniano. Nell'importante duetto con Pollione miss Bresciani si impone a fronte del robusto ma anche vocalista disinvolto Pippo Veneziano. Insomma... dovevate essere con noi quella sera a Bergamo!"

Quote per il ruolo di Adalgisa, Festival Bergamo Musica Estate 2016, Giorgio Appolonia - RSI


"Quella di Elena Bresciani è una grande anima, generosa, entusiasta, impulsiva. Queste sue caratteristiche vanno a dominare il suo modo di cantare, appassionato, variegato, vincente. Per natura versata al belcanto,si industria in prima persona non solo a scoprirne i segreti, ma anche ad interpretarli e reinterpretarli secondo la propria sensibilità e fantasia,ma nell'immancabile rispetto della prassi e dello stile del tempo: così nell'esecuzione del Brindisi da Lucrezia Borgia di Donizetti "Il segreto per esser felici", in occasione di un recente concerto alla Società letteraria di Verona, si è autoscritta una ricchezza di note puntate e di colori che non sono apparsi come mero sfoggio virtuosistico ma che, raffrontate ai passaggi lugubri del coro sullo sfondo, finiscono coll'accrescere più la tensione e lo stridente contrasto che si realizza in scena: il rifugio di un' esistenza dissipata nei piaceri del lusso - quella di Maffio Orsini appunto, il personaggio interpretato - sotto la cupa incombenza dell'aldilà. Chi ha poi sentito l'interprete nella dolente pagina di Romeo, "Deh tu, deh tu bell'anima", dai Capuleti e Montecchi di Bellini può cogliere la seconda caratteristica che nobilitava i castrati di una volta. Accanto al proverbiale brillio di note, essi infatti sapevano mordere le corde dell'anima con il lacerante patetismo del loro canto."

GIORGIO APPOLONIA Il Ridotto dell'Opera - Rete 2 RSI

'Definire Elena Bresciani una brava "artista del canto" sarebbe oltremodo riduttivo. Quello che in lei colpisce non è solo la qualità di una voce calda, morbida e avvolgente, piegata con maestria ai dettami della tecnica e dell'interpretazione lirica, ma la completezza del suo vivere il teatro. Con entusiasmo, e da vicino, l'abbiamo vista entrare dentro i personaggi più disparati, mordere il palcoscenico con l'energia ed il carisma di una grande personalità. Ci siamo innamorati della sua intelligenza e della sua cultura, della sua voglia di sperimentare, di scavare dentro le cose, e di mettersi in gioco ad ogni nuova occasione senza mai risparmiarsi. Così l'abbiamo apprezzata nel novecento, nell'abito al contempo folle e razionale di una Baccante di Alfredo Casella, come nel regale tormento febbrile di una Principessa di Bouillon; ci ha trasmesso forti emozioni d'autentico romanticismo italiano nel repertorio belliniano e donizettiano; ci ha più volte strappato sorrisi memorabili come brillante caratterista: indimenticabile in Kurt Weill ed in Offenbach, in lei cogliamo il dono raro di chi sa costruire un rapporto con il pubblico, quell'intesa che è poi il senso stesso del teatro musicale.'

Filippo Tadolini, regista e direttore artistico di Forlì per Verdi


Il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi ha proposto una gradevolissima "Madama Butterfly" di Puccini. Molto affiatato il cast vocale, dominato dal soprano russo Liudmila Slepneva nei panni di Butterfly (...) la cantante ha esibito un eccellente lirismo a servizio di un'interpretazione di crescente intensità che non ha mancato di commuovere il pubblico, come nel duetto ("Una nave da guerra!.. Scuoti quella fronda di ciliegio") con la serva Suzuki, interpretata da un'altrettanto intensa Elena Bresciani. (...)

Il Tacco d'Italia - Fernando Greco


Succede di rado ma talvolta si creano le condizioni per uno spettacolo perfetto. (...) A valorizzare quest'opera comica hanno contribuito interpreti vocalmente impeccabili e tutti fantastici attori. (...) Magnifica caratterista la sua governante Florence, il mezzosoprano Elena Bresciani.

CLASSIC VOICE - Recensioni dal vivo Albert Herring

DONIZETTI, A FANO "IL CAMPANELLO" VERSIONE NAPOLETANA Successo della farsa-gioiello (...) un paio d' attori brillanti come Elena Bresciani e Martino D'Amico e la ciambella registica di Mauro Avogadro esce col buco (...) serata simpatica, assai apprezzata dal pubblico.

Il Corriere della Sera - Enrico Girardi


Elena Bresciani, mezzosoprano: vigore, passionalità, stile adeguato ne determinano l'appropriata presa di ruolo di personaggi dell'universo donizettiano quali Elisabetta Tudor (Maria Stuarda), Sara di Nottingham (Roberto Devereux), Giovanna Seymour (Anna Bolena)... per citare solo quelli che mi è stato dato ascoltare.

Quote donizettiana - Giorgio Appolonia (articolo sugli interpreti donizettiani)